ASD Ossidiana

L’OSSIDIANA SI RINFORZA CON IL RIENTRO DI RINALDI

L’OSSIDIANA METTE A SEGNO IL COLPO GIUSEPPE LANFRANCHI

INIZIATA LA PREPARAZIONE DEI PALLANOTISTI DELL’OSSIDIANA

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Scuola Nuoto

Scuola nuoto

Nuoto

Sport che si pratica in qualsiasi specchio d'acqua naturale – mare, fiumi e laghi – o artificiale come le piscine. Il nuoto consente a chi lo pratica di sostenersi e spostarsi nell'acqua o sopra la sua superficie usando le braccia e le gambe. Inteso quale disciplina agonistica, il nuoto si pratica normalmente nelle piscine, grandi vasche rettangolari riempite di acqua ferma, cioè priva di correnti. Le dimensioni delle piscine sono di due tipi: esiste la vasca grande, lunga 50 m e larga non meno di 21; e la vasca piccola, lunga 25 m e larga non meno di 10 m. Le piscine sono divise in corsie, larghe 2,5 m, le quali separano lo spazio nel quale nuota l'atleta permettendogli di gareggiare senza rischiare di incrociare gli altri. La profondità delle vasche varia da 100 a 180 cm, con un fondo degradante del 2%. La temperatura dell'acqua non deve essere inferiore ai 24 °C e viene mantenuta costante grazie a un continuo ricambio. Sul bordo della vasca, in corrispondenza di ogni corsia, vi sono dei blocchi rialzati utilizzati dagli atleti per tuffarsi alla partenza delle gare. Il nuoto agonistico comprende numerose specialità. Queste vengono suddivise in quattro grandi settori a seconda dello stile nel quale si gareggia: il crawl, o stile libero, il dorso, la rana, il delfino. Ogni stile prevede gare sulle distanze di 100 e 200 m; fa eccezione a questa regola lo stile libero, nel quale si gareggia anche sui 50, 400, 800 (solo per le donne) e 1500 m (solo per gli uomini). Infine, sono previste gare nelle quali l'atleta deve cimentarsi in tutti e quattro gli stili, come i 200 e i 400 m misti, e competizioni a staffetta: la 400 x 100 e la 4 x 200 stile libero, e la 4 x 100 mista. Il nuoto era conosciuto fin dal tempo di greci e romani e praticato come forma di allenamento per i guerrieri; le fonti ci parlano di gare organizzate già nel I secolo a.C. Scomparve nel Medioevo, in quanto l'immersione in acqua veniva associata allo sviluppo delle epidemie. Per essere riscoperto dovette attendere la fine del XIX secolo, quando, in pieno clima positivistico se ne riscoprirono le virtù terapeutiche e correttive. La prima società di nuoto fu la National Swimming Society, fondata a Londra nel 1837. Le gare fecero parte del programma delle Olimpiadi moderne fin dalla loro prima edizione, tenuta ad Atene nel 1896. Oggi le più importanti manifestazioni sono i campionati mondiali che, a partire dal 1973, si disputano ogni quattro anni e la coppa del Mondo. La Federazione internazionale di nuoto (FINA), rappresenta lo sport a livello mondiale, mentre in Italia esiste la Federazione italiana nuoto (FIN). I maggiori protagonisti della storia del nuoto sono stati Johnny Weissmuller, Mark Spitz (che vinse 11 medaglie olimpiche), Matt Biondi, Michael Gross, Franziska van Almsick, Shane Gould e, tra gli italiani, Marcello Guarducci, Giorgio Lamberti e Novella Calligaris.

Stile libero

Per la posizione del corpo, che implica una minima resistenza all’acqua, lo stile libero (o crawl) è lo stile di nuoto più veloce. Il ritmo coordinato dei movimenti di braccia e gambe è di estrema importanza. La testa è parzialmente immersa nell’acqua e la respirazione avviene ruotando la testa ora a sinistra ora a destra del corpo.

Rana

È uno stile particolarmente adatto a nuotatori inesperti o alle lunghe nuotate, perché consente di avanzare con la testa fuori dall’acqua. Quando viene praticato agonisticamente, invece, deve seguire i movimenti stabiliti dai regolamenti del nuoto.

Delfino

Il delfino è probabilmente lo stile più faticoso per la grande forza e la coordinazione che richiede. I nuotatori effettuano due battute delle gambe unite per ogni ciclo completo delle braccia.

Dorso

Alcuni nuotatori non amano nuotare a dorso, per via della posizione supina che rende difficile l’orientamento; altri apprezzano lo stile per la relativa facilità del galleggiamento e per il fatto che il viso del nuotatore rimane fuori dall’acqua, permettendo una respirazione più facile e naturale.

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